Territorio||Marco Campomenosi

AGRICOLTURA, PESCA E ACQUACULTURA.

La vera sostenibilità ambientale.

Un pericolo che incombe sui nostri territori è legato alle condizionalità ambientali che le sinistre europee, con la pavida complicità del PPE, vorrebbero inserire negli strumenti di finanziamento all’agricoltura, alla pesca e all’acquacultura.

La Liguria ha fatto storicamente della terra e del mare i teatri di un tenace e produttivo confronto tra l’uomo e la natura: i nostri spazi impervi e scoscesi, il nostro mare ricco di possibilità e risorse hanno trovato negli anni l’opera dell’uomo a solcarli e modificarne l’aspetto. Pensiamo ai muretti a secco che, a picco sul mare, costellano i territori delle Cinque Terre dove una produzione agricola e vinicola di estrema eccellenza ci rende grandi nel mondo; o ancora pensiamo alle flotte di pescherecci che praticano la difficile tecnica della pesca con la lampara.

Queste realtà hanno bisogno di sostegno concreto, e di finanziamenti che non siano legati a standard ambientali decisi a tavolino da burocrati che non conoscono né la storia dei nostri territori né la sostenibilità ambientale che, ancor prima dell’invenzione di questo termine, contraddistingue i nostri produttori.

La nostra battaglia in UE è cercare di rendere in tutti i modi le maglie di certe folli condizionalità meno stringenti, non perché siamo contro l’ambiente, ma perché sappiamo che gli investimenti di cui i nostri territori hanno bisogno sono ben lontani dalle follie decise a Bruxelles: ai proclami di Greta Thumberg, preferiamo il lavoro silenzioso dei nostri agricoltori e pescatori.   

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