I miei lavori||Marco Campomenosi

Buone pratiche della Regione Lombardia riguardanti il rifornimento di richiami vivi

INTERROGAZIONE parlamentare con richiesta di risposta scritta E-004097/2019 alla Commissione

La delibera regionale della Lombardia n. XI/2087 del 31.07.2019 è l’atto annuale concernente il rifornimento dei richiami vivi ai sensi della legge n. 116 dell’11.08.2014, in merito alla quale, in data 24.09.2014, la Commissione Ambiente dell’UE scrisse che “lascia alle Regioni la facoltà di autorizzare la cattura di uccelli ai fini di richiamo”. Tale quadro normativo è stato confermato da una lettera inviata alle Regioni dal ministro italiano dell’Ambiente in data 05.08.2016. Inoltre è opportuno sottolineare che le reti verticali, usate per la cattura dei richiami, non sono strumenti di cattura massiva (punto 3.5.51 della Guida interpretativa UE)(1) .

Nessuna forma di caccia con le reti in Italia è stata più praticata dal 1968 e il rifornimento dei richiami vivi, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali, è rigorosamente attuato salvaguardando i principi della tutela e della conservazione dell’ambiente e dell’avifauna.

La Banca dati lombarda dei richiami vivi, unica in Italia, ha un grande valore organizzativo ai fini del monitoraggio della detenzione dei soggetti posseduti dai cacciatori autorizzati.

Può la Commissione far sapere se ritiene che le buone pratiche amministrative della Regione Lombardia debbano essere considerate rispettose delle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali per la tutela delle specie in buono stato di conservazione?

(1) “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”, Commissione europea, edizione 2008.

RISPOSTA di Mario Sinkevičius a nome della Commissione europea in riferimento dell’interrogazione: E-004097/2019

La delibera regionale della Lombardia n. XI/2087 del 31 luglio 2019, cui si riferiscono gli onorevoli deputati, mirava ad autorizzare la cattura di 12 700 uccelli appartenenti a quattro specie nella regione interessata al fine di approvvigionare i cacciatori locali con richiami vivi.

Con lettera dell’8 ottobre 2019 i servizi della Commissione hanno espresso preoccupazione all’Italia in merito alla suddetta decisione che sembrava reintrodurre pratiche già considerate in violazione della direttiva Uccelli(1). In effetti, nel 2014 la Commissione aveva avviato una procedura di infrazione contro pratiche di cattura analoghe in vigore in diverse regioni. Il caso potrebbe essere chiuso solo in seguito a modifica della legge nazionale 157/1992 (articolo 4), annullamento, ad opera del governo italiano, di alcuni atti giuridici regionali non conformi alla direttiva Uccelli e impegno del governo italiano di ricorrere al meccanismo di controllo previsto dall’articolo 19 bis della legge 157/1992 per eventuali altre decisioni regionali di questo tipo.

Il 6 novembre 2019 il governo italiano ha annullato la delibera della Regione Lombardia sopra citata ritenendo che violasse sia la legge nazionale 157/1992 che la direttiva Uccelli. Tale decisione risponde alle preoccupazioni esposte dalla Commissione.

(1) Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici ( GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).

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