Bruxelles||Marco Campomenosi

La riforma europea mette a rischio il monitoraggio e la possibilità di finanziamenti per le PMI

Da Bruxelles è in arrivo la modifica dei codici ATECO, che a partire da gennaio 2025 metterebbe sotto la stessa categoria sia i grandi giganti della distribuzione, compresa quella on-line, sia i piccoli negozi di vicinato, creando di fatto l’impossibilità di monitorare correttamente ciascuna di queste attività. Sembrerebbe un semplice problema burocratico, ma in realtà ciò renderebbe difficile la definizione di finanziamenti specifici e misure di sostegno per medie, piccole e micro imprese.
Quando si parla di PMI è bene chiedere tutele speciali perché rappresentano l’ossatura del tessuto socio-economico del nostro continente. Ciò vale specialmente in Italia dove la bilancia commerciale è oggi positiva proprio grazie agli sforzi e alla capacità delle nostre PMI e micro imprese, che stanno ottenendo risultati eccellenti nonostante il contesto economico globale sia molto difficile ed incerto. Di conseguenza, ho sottoposto un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere se l’Ue intenda fornire linee guida precise che permettano di evitare danni per le PMI. Ringrazio la Camera di Commercio di Genova, Confcommercio e Confesercenti, e l’Assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli per la collaborazione, perché insieme a loro e grazie a loro questo tema è stato sollevato.

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