I miei lavori||Marco Campomenosi

Trasparenza dei fondi UE gestiti dalle ONG.

INTERROGAZIONE parlamentare con richiesta di risposta scritta E-002630-19 alla Commissione

Secondo la relazione speciale 35/2018 della Corte dei conti, l’1,7 % del bilancio dell’UE e il 6,8 % dei Fondi europei di sviluppo sono eseguiti attraverso le ONG: durante il periodo 2014-2017 la Commissione ha impegnato circa 11,3 miliardi di euro.
Inoltre, secondo la relazione:
— la Commissione non è stata sufficientemente trasparente circa l’esecuzione dei fondi UE da parte di ONG;
— l’assegnazione dello status di ONG nel sistema contabile della Commissione è basato solo sull’autodichiarazione e su controlli troppo limitati;
— le informazioni raccolte sui fondi UE gestiti dalle ONG non sono uniformi: in particolare, nell’ambito dell’azione esterna, sulle reti di ONG internazionali e nei progetti di gestione indiretta, la Commissione non dispone di informazioni complete;
— la mancanza di informazioni disponibili ha ostacolato i controlli della Commissione.
Considerando:
— le preoccupanti mancanze della Commissione registrate dalla Corte dei conti europea;
— i sospetti di coordinamento tra ONG e scafisti nel Mediterraneo;
— la risposta data all’interrogazione E-000612/2019, dove si prevede l’elenco dei beneficiari di contratti con l’UE non prima del 2021;
Ciò premesso, si chiede alla Commissione:
1) Può certificare che la spesa dei fondi UE veicolati attraverso le ONG, specialmente nell’ambito dell’azione esterna, non stia finanziando indirettamente organizzazioni legate al crimine, al riciclaggio di denaro, al terrorismo e al traffico di esseri umani nel Mediterraneo?

RISPOSTA di Günther Oettinger a nome della Commissione europea in riferimento dell’interrogazione: E-002630/2019

La Commissione garantisce un elevato grado di trasparenza dei finanziamenti dell’UE e, in quest’ottica, concorda con molte delle conclusioni della Corte dei conti europea, ritenendole utili in vista di un ulteriore aumento degli sforzi intrapresi in materia di trasparenza. La Commissione ha già attuato alcune delle raccomandazioni, ad esempio quelle sulle reti delle organizzazioni non governative (ONG), e sta lavorando all’attuazione di altre raccomandazioni, ad esempio relative alla registrazione dei finanziamenti a favore dei beneficiari, entro i termini fissati nella relazione.

La relazione della Corte dei conti europea non implica che la gestione da parte della Commissione dei finanziamenti destinati alle ONG dell’Unione comporti un rischio più elevato di riciclaggio, finanziamento del terrorismo o altre condotte criminose. Inoltre dalla valutazione sovranazionale del rischio 2019 condotta dalla Commissione(1) nel quadro della quarta direttiva antiriciclaggio(2) emerge che per le ONG beneficiarie di finanziamenti UE il livello di minaccia in termini di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e vulnerabilità è «scarsamente significativo».

Nondimeno, il sistema di individuazione precoce e di esclusione (EDES) applicabile a tutte le istituzioni dell’UE permette di escludere dai finanziamenti dell’Unione i soggetti, comprese le ONG, che si trovano coinvolti in attività di riciclaggio, reati di terrorismo, tratta degli esseri umani, ecc. Il sistema si applica alle sovvenzioni e alla gestione indiretta, compresi i terzi che beneficiano indirettamente dei fondi dell’UE.

La Commissione controlla inoltre la corretta esecuzione dei fondi dell’Unione; lo stesso fanno la Corte dei conti europea e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) della Commissione. Le informazioni rese disponibili grazie a tale attività di controllo o ad altre fonti pertinenti possono ugualmente comportare l’esclusione dai finanziamenti dell’Unione.

Il sistema assicura un ragionevole livello di garanzia in merito alla tutela dei fondi dell’Unione.

(1) COM(2019) 370 def e SWD(2019) 650 def del 24.7.2019. COM(2019) 370 def e SWD(2019) 650 def del 24.7.2019.
(2) Direttiva (UE) 2015/849, nella versione modificata, (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 43). Direttiva (UE) 2015/849, nella versione modificata, (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 43).

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